7. La selezione.

 

 

La stagione dell’allevamento dell’ondulato è seguita da un periodo di relativa calma collo­cato tra la meta luglio e metà settembre. A questo punto i novelli hanno terminato la muta e, per l’allevatore, è il momento ideale per fare la selezione, unica possibilità di riuscire ad ottenere un ceppo di valore.

E necessario che questa scelta sia effettuata con molta severità, bisogna convincersi che una selezione poco accurata non ci può far ottenere dei buoni soggetti sia per l’allevamento che per le esposizioni. La selezione che eseguiamo sui soggetti deve essere bivalente, con un occhio alla futura stagione delle cove e l’altro all'imminente stagione mostre.

Incominciamo con il consultare il registro d’allevamento dove avremo riportato ogni notizia utile. E’ necessa­rio sbarazzarsi degli adulti che non ci hanno dato i risultati attesi, la spe­ranza che possano far meglio la prossima volta è, normalmente, una vana illusione. Lo stesso destino va riservato a quei genitori che si sono resi colpevoli di pica verso i novelli, o a quei maschi che hanno lasciato alla femmina l’intera respon­sabilità dell’alimentazione della nidiata. Conservare questi uccelli in allevamento equivale ad assicurarsi una nuova stagione cove carica di problemi già in partenza. E’ buona cosa sbarazzarsi anche dei no­velli malnutriti dai genitori e cresciuti in modo stentato. I giovani che già al sesto giorno di vita non erano più anellabili sono certamente cresciuti forti e vigorosi mentre i soggetti che all’ottavo giorno perdevano ancora l’anello hanno senz’altro avuto una crescita ritardata e stentata. Va da se che anche questi ultimi sono da eliminare senza ripensamenti. Siate però corretti e non vendete come buoni soggetti degli uccelli che vi hanno lasciato in panne nel vostro alleva­mento, e non cedete dei novelli di cui sapete fin troppo bene che non pro­cureranno altro che delusioni.

La selezione degli adulti, secondo le loro capacità nell’allevare, è un compito abbastanza facile poiché troverete nel registro d’allevamento tutti i dati necessari; per i novelli è un po' più difficile ma si può empiricamente dedurre che i giovani, ben allevati da una buona cop­pia nutrice, divengano, a loro volta, dei buoni genitori. Abbastanza difficile è invece la sele­zione dei soggetti secondo lo standard ufficiale, per questo compito bisogna avere una buona co­noscenza delle esigenze dello standard e la capacità di vedere e riconoscere bene i difetti dei propri ondulati. Quest'ultimo punto è particolarmente difficile poiché i criteri scritti possono dar luogo a più interpretazioni, specie gli esordienti corrono il rischio d'in­terpretarli male. Il disegno dell’ondulato ideale può darci un aiuto nella selezione, quest'il­lustrazione ci da nello stesso tempo oltre ai punti essenziali dello standard una buon'im­magine di ciò che dovrebbe essere un ottimo soggetto.

Nella selezione degli uccelli dobbiamo accantonare l’idea che non possiamo perdere alcun soggetto; alcuni allevatori, senza rendersene conto, non si fanno un buon servizio quando decidono preventivamente quanti soggetti selezionare e tenere. Essi procedono pressap­poco così: supposto d'avere cinquanta soggetti e di volerne tenere venti per l’allevamento essi sceglieranno i venti migliori e scarteranno i trenta restanti; una siffatta selezione è di ben poca utilità, che i venti scelti siano migliori dei trenta scartati sta bene, ma non c’è nessuna garanzia che siano effettivamente dei buoni soggetti d’allevamento.

Il metodo migliore è di conservare solo i soggetti che possiedano le caratteristiche ricercate ad un grado molto elevato e di scartare tutti gli altri senza scusa alcuna. E’ soprattutto nei primi anni che bisogna applicare questa regola; otterremo senz’altro maggiori soddisfazioni da pochi esemplari di buona qualità piuttosto che da un gran numero di soggetti medi i cui risultati saranno ben poco gratificanti.

Al momento della selezione insistete sulla forma, armonia e posizione oltre che sulla taglia e la forma della testa. Il colore, la maschera con gli spots ed il disegno, pur se molto impor­tanti, non vengono che in se­conda battuta. Per quanto riguarda la maschera è necessario rimarcare che i soggetti che presentano macchie melaniche sulla fronte e sulla testa non devono essere utilizzati per l’allevamento d'ondulati normali e con disegno. Questa carat­teristica negativa e penalizzante è ad eredità dominante e, in poco tempo, tutto il vostro al­leva­mento ne sarà colpito; si possono tuttavia usare nell’allevamento d'albini e lutini. Sele­zionate dunque principalmente le caratteristiche più salienti grandezza, forma e testa, il re­sto, un buon colore, dei graziosi spots ed altri elementi del genere, verranno quasi da soli se curerete entrambe le cose; ciò che intendo dire è che su alcuni dettagli si può essere più tolleranti che su altri.

Abbiamo affermato che è importante la taglia e la forma ma ancor di più è che il tutto sia pro­porzionato ed armonico, questo va selezionato molto severamente. Un petto stretto, una nuca lunga o stretta, una testa stretta o piccola distruggono l’armonia dell’insieme ed è quindi necessario eliminare i soggetti difettosi, questi difetti quasi sicuramente si ripresente­ranno accentuati nella discendenza. Tuttavia se abbiamo un buon soggetto con ottime ca­ratteristiche generali ed un piccolo difetto, ad esempio un petto relativamente stretto, pos­siamo cercare di compensare accoppiandolo ad un ondulato che possieda un petto molto largo.

L’allevamento oculato può, in generale, eliminare rapidamente piccoli difetti o mancanze; l’importante è trovare ad un soggetto che presenti una piccola mancanza, un partner che sia invece eccellente nella medesima caratteristica. Non usare mai, quindi, due soggetti che presentino lo stesso difetto anche se per tutto il resto sono eccellenti.

La selezione degli uccelli per le loro qualità psichiche è considerata da molti allevatori del tutto superflua; niente è meno vero. Il portamento è determinato dalle qualità psicologiche e psichiche; un soggetto, anche se in se buono, può manifestare un brutto portamento a causa del suo carattere nervoso, nella gabbia da esposizione può aggrapparsi continua­mente alle sbarre, svolazzare nervosamente di qua e di l'o accucciarsi in un angolo del fondo gabbia rendendo molto difficile od impossibile il giudizio. Evidentemente non s'andrà molto lontano con un soggetto del genere. Anche nella gabbia d’allevamento i soggetti ner­vosi sono fonti continue di noie e d'insuccessi, per un nonnulla svolazzano timorosi per la gabbia, lasciano il nido o si muovono scompostamente nello stesso con le conseguenze facilmente immaginabili per le uova.

Dobbiamo anche tenere in conto la differenza fra i soggetti selezionati per la mostra e quelli per l’allevamento, in pratica le due cose camminano sovente insieme, ed i soggetti buoni per l’esposizione li impieghiamo il più delle volte anche in allevamento; esistono difetti che possono pregiudicare il risultato in mostra, esempio un unghia mancante od un dito difet­toso, ma non incidere minimamente per l’allevamento. Attenzione però che non manchino più unghie poiché potrebbe essere pregiudicata la presa e resa difficoltosa la fecondazione.

Se usate i soggetti da esposizione per l’allevamento abbiate l’accortezza di non iscriverli a più di due o tre mostre nella stagione. Certi allevatori corrono da una mostra all’altra con un ottimo soggetto facendo incetta di premi ma trovando poi strano che questi fallisca nell’allevamento, un buon riproduttore deve essere sempre in eccellenti condizioni psicofi­siche mentre la partecipazione ad un’esposizione è sempre stressante per il soggetto, la somma di queste porta in ogni caso ad una debilitazione più o meno grave.

Personalmente non faccio mai partecipare a mostre le femmine che destino alla riproduzione, ritengo sempre che una buona femmina valga molto di più in gabbia d’allevamento piutto­sto che in quella da esposizione.

 

Testo di H.W.J. van der Linden