5. L’alimentazione

 

Chiunque sa che un’automobile non si muove da sola; l’energia necessaria per metterla in movi­mento è prodotta dalla combustione della benzina. Questa carburazione è prodotta dall’arrivo di os­sigeno su una sostanza chimica, il miscuglio libera energia.

Una procedura simile di combustione, sebbene meno esplosiva, avviene, ad un ritmo rallentato, nelle cellule degli organismi viventi. Il carburante necessario qui è lo zucchero. Questo vi sem­brerà forse sorprendente ma il nostro pane quotidiano è, anch’esso, trasformato in zucchero dalla nostra dige­stione. Lo zucchero liberato nel sangue ne uscirà di nuovo tutto, con la stessa velocità con cui è en­trato, se non sarà trattenuto dalle cellule. Questo “trattenimento dello zucchero” è reso possibile per­ché alcune molecole dello stesso si fondono per formare una molecola di glicogeno, uno zucchero complesso di tenore più elevato, che è immagazzi­nato nella cellula per poter essere impiegato come sorgente di energia. La trasformazione dello zucchero in glicogeno (metabolismo) avviene per mezzo di enzimi o fermenti. Sul modo in cui lavorano questi enzimi non è il caso di soffermarci in questo momento.

Dunque sappiamo che un organismo vivente, così come un’automobile che deve effettuare un la­voro, deve essere alimentato dal combustibile: la benzina per l’auto, il glicogeno per il tessuto musco­lare. Un essere vivente si distingue tuttavia dall’auto per il fatto che lui stesso può fare il lavoro. Oltre alle sostanze di funzionamento egli abbisogna di materiale da costruzione, non solo nel periodo della crescita ma anche durante tutta la sua vita adulta, perché le sue cellule si usurano e devono continuamente essere trasformate per formarne di nuove.

Solo alcuni animali, come le farfalle, che hanno una vita molto corta una volta diventati adulti, si nu­trono esclusivamente di zuccheri, che trovano nel nettare dei fiori. Essi non hanno dunque bisogno che di materiale di funzionamento che deve rifornirli dell’energia per svolgere i loro compiti.

Tutti gli altri organismi in crescita non possono accontentarsi di zuccheri; il principale costi­tuente del protoplasma delle cellule sono le proteine. Queste sono composte da aminoacidi che possiedono l’azoto che manca completamente agli zuccheri. Neppure i grassi, di cui non si può fare a meno come materiale e che sono di importanza essen­ziale per il loro contenuto di molteplici acidi grassi in­saturi, possiedono azoto, cosi che le proteine dell’alimentazione sono indispensabili per l’organismo in crescita e per la sostituzione delle cellule usurate.

In fondo tutta la vita sulla terra dipende dal verde regno vegetale; se non esistessero che carni­vori il mondo animale sarebbe estinto da lungo tempo; per questo è  importante che la maggior parte degli animali siano erbivori. Le piante, a loro volta, hanno bisogno di nutrimento, con il biossido di carbonio (CO2), un composto chimico di carbonio ed ossigeno presente in piccola quantità nell’aria, e con l’acqua esse fabbricano per fotosintesi la clorofilla, il colorante verde delle foglie, usando l’energia solare, zuccheri ed amidi. Con questa reazione producono ossi­geno che viene reso all’atmosfera. Si stima che il regno vegetale liberi ogni anno circa 400 mi­liardi di tonnellate di ossigeno.

I carboidrati prodotti e certi sali inorganici quali fosfati, nitrati ed i minerali del suolo sono utiliz­zati dalle piante per produrre proteine, grassi ed altri combinati organici.

L’energia necessaria per queste sintesi e liberata dai carboidrati. Nessun animale ha le capa­cità di assimilazione delle piante verdi, possiamo per questo dire che il regno vegetale è la sorgente di tutti gli alimenti. Da questo punto di vista siamo tutti vegetariani.

Ho cosi citato i principali elementi nutritivi: i carboidrati, i grassi e le proteine. Essi sono tutti e tre pre­senti, nemmeno a dirlo, in un panino al formaggio. Analizziamo più da vicino questi principali ele­menti dell’alimentazione.

 

I carboidrati

 

I carboidrati, lo dice il nome, sono composti da carbonio (C), idrogeno (H) e ossigeno (O), questi ul­timi due nello stesso rapporto dell’acqua (H2O). Lo zucchero d’uva o glucosio ha come formula C6H12O6 il che significa che una molecola di glucosio  è composta da 6 atomi di carbonio, 12 di idrogeno e 6 di ossigeno.

Come ho già fatto osservare all’inizio, gli zuccheri hanno una grande influenza nella vita di piante ed animali. Ciò che è il glicogeno per l’animale è l’amido per le piante, l’amido ed il gli­cogeno sono dun­que dei carboidrati di più alta gradazione dovuta dalla fusione di più molecole di zuccheri.

Si può dividere, sommariamente, i carboidrati in tre gruppi:

1) I monoglucidi, chiamati anche zuccheri semplici, sono suddivisi secondo il numero di atomi 

    di carbonio presenti in ogni molecola. Tra gli altri lo zucchero d’uva o glucosio.

2) Gli oligoglucidi sono suddivisi secondo il numero d’unità di zucchero per molecola. Tra gli altri

    ci­tiamo lo zucchero del latte o lattosio, una parte importante del latte.

3) I poliglucidi o zuccheri multipli sono dei polimeri degli zuccheri e degli acidi saccaridi. Qualche

    esempio: l’amido ed il glicogeno, ma anche la cellulosa (una delle sostanze importanti delle

    fibre ve­getali).

Le sementi sono degli importanti fornitori di carboidrati perché contengono molto amido. Dei residui di carboidrati possono trasformarsi in grassi nel corpo degli uccelli.

 

I grassi

 

I grassi sono dal punto di vista chimico delle combinazioni di glicerolo (o glicerina) con uno, due o tre acidi grassi simili o differenti. Essi comprendono i medesimi elementi dei carboidrati ma in altre pro­porzioni.

Durante lo scambio cellulare, i grassi dell’alimentazione possono essere direttamente impiegati ma devono essere prima suddivisi in glicerolo ed acidi grassi. Il valore calorico dei grassi è due volte più alto che quello dei carboidrati. E soprattutto come “riserva” che i grassi rivestono una grande impor­tanza per i nostri uccelli, ma come sempre gli eccessi sono nocivi.

Si possono dividere i grassi in acidi grassi saturi ed insaturi. Alcuni acidi grassi, chiamati acidi grassi essenziali, devono essere presenti nella razione alimentare abituale poiché non pos­sono essere ot­tenuti in nessun altro modo. Per gli uccelli, l’acido grasso linoleico sembra es­sere d’importanza es­senziale, lo si trova nei semi di sesamo, di frumento e di girasole, nell’olio d’arachide ed in quello di fegato di merluzzo. L’insufficienza di acido grasso linoleico ha come conseguenza una crescita ri­dotta e la sterilità. I grassi sono anche portatori delle vitamine A, D, E e K  che rendono solubili.

 

Le proteine

 

Le proteine sono delle strutture molto più complesse dei carboidrati e dei grassi. Esse com­prendono oltre al carbonio (C), Idrogeno (H) e ossigeno (O) anche dell’azoto (N) e a volte dello zolfo (S), del fo­sforo (P) così come del ferro, rame, zinco e manganese.

Le molecole delle proteine del protoplasma comprendono migliaia d’atomi tanto che, a ragione, sono chiamate macromolecole. Le proteine sono costituite dall’associazione di aminoacidi uniti da dei le­gami peptici. Le ricerche hanno portato alla conoscenza di 19 importanti aminoacidi. Il numero delle combinazioni possibili di queste 19 molecole di aminoacidi ammonta a circa 120 mila bilioni.

Davanti ad una struttura così complessa non meraviglia che la scienza non sia ancora arrivata a co­noscere completamente le proteine. Si è riusciti a ricostituire la struttura di alcune di esse ma per quanto concerne la sottile struttura della proteina vivente, si brancola ancora nel buio. Durante il pro­cesso della digestione, le proteine contenenti azoto sono spezzettate dagli enzimi (per catabolismo) per farne delle sostanze chimiche semplici, dopodiché possono essere fatte nuove proteine. Durante il processo di trasformazione o metabolismo, certi precisi aminoacidi possono essere trasformati in altri aminoacidi. Gli aminoacidi che possono essere trasformati nell’organismo degli uccelli sono chiamati aminoacidi non essenziali. La metionina può tra­sformarsi totalmente in cystine come la feni­lalamina può diventare tirosina.

Per i nostri uccelli 10 aminoacidi sono essenziali, per completezza li elenco: arginina, istidina, iso­leucina, leucina, lisina, metionina, fenilalamina, treonina, triptofano e valina.

Nell’alimentazione che dispensiamo ai nostri uccelli è necessario che gli aminoacidi essenziali siano presenti in misura sufficiente. Se ne manca uno, la formazione di una certa proteina viene bloccata. La stessa situazione si manifesta nella costruzione di una casa ove mancasse il cemento necessario, il lavoro cesserebbe fino a che il cemento non sia di nuovo disponibile.

Va da se che durante la crescita e la muta la necessità di aminoacidi sia maggiore; l’ideale è di poter far coincidere la composizione in aminoacidi dell’alimentazione con le necessità del mo­mento. Se diamo troppe proteine, non sarà come nel caso dei carboidrati e dei grassi che possono essere stoccati nell’organismo come riserva; le stesse non utilizzate sono spezzet­tate dal catabolismo e trasformate in energia o in calore attraverso i carboidrati; oppure im­magazzinate come grassi.

Durante il metabolismo, i differenti apporti alimentari forniscono delle materie per la costitu­zione dell’organismo e liberano energia che sarà usata dal corpo sia per il lavoro dei muscoli, sia per i diffe­renti processi chimici.

L’energia racchiusa nel nutrimento non potrà essere tutta impiegata dai nostri uccelli perché una parte di essa si perde nei vari processi; le trasformazioni e le combustioni vanno di pari passo con uno sviluppo di calore. La parte di energia non utilizzata abbandona il corpo dell’uccello. Per ciò che riguarda i carboidrati, solo i monoglucidi hanno una grande impor­tanza perché possono essere as­sorbiti dal sangue attraverso le pareti intestinali. Gli oligoglu­cidi ed i poliglucidi devono, per essere assorbiti, ridotti in monoglucidi dal processo digestivo. L’organismo animale è capace di produrre al­cuni aminoacidi partendo da carboidrati e grassi e sa anche trasformare i carboidrati in grassi e vice­versa.

Durante i differenti processi vitali si sviluppa continuamente una certa quantità di calore, in parte causato dal metabolismo, in parte dal movimento dei muscoli e dal meccanismo della re­spirazione; questo calore è mantenuto nell’organismo ad un livello voluto. Gli uccelli, come i mammiferi, conser­vano la temperatura del corpo ad un livello fisso ed indipendente dalla tem­peratura esterna.

E evidente che il mantenere la temperatura dell’organismo al suo livello costante malgrado una forte diminuzione della temperatura esterna esige dal metabolismo del soggetto una maggiore intensità di calore. Noi dobbiamo tenerne conto nella distribuzione del cibo. Se le riserve di gli­cogeno del corpo sono esaurite, l’uccello va ad intaccare i suoi magazzini di grassi; se anche questi sono vuoti sono le proteine del corpo, i muscoli, ad essere attaccati.

In conclusione voglio far osservare che se la composizione dell’alimentazione non è adeguata, so­prattutto per quanto concerne la composizione in aminoacidi, relativamente alle necessità, durante il catabolismo si potrà produrre una grande quantità di calore che si disperderà all’intorno. Una grande produzione di calore e nociva per l’uccello e si può esternare in una crescita ed attività ridotta.

 

 

Testo di H.W.J. van der Linden