3. Alloggiamento

 

Il parrocchetto ondulato non ha grandi esigenze per il suo alloggiamento; una delle sue carat­teristiche è che si adatta facilmente a tutti gli alloggi che le mettiamo a disposizione ed, altret­tanto facilmente, si mette a nidificare. Evidentemente se l’ambiente è idoneo ci possiamo aspettare dei risultati migliori e sempre che noi gli dedichiamo l’attenzione necessaria.

Per allevare dei parrocchetti ondulati non c’è assolutamente bisogno di un grande giardino. Anche in un granaio, una qualsiasi camera non usata per altro e perfino in un ripostiglio si possono alloggiare degli ondulati e spesso con eccellenti risultati. In caso di insufficiente illu­minazione naturale si può impiegare, senza inconvenienti, la luce artificiale sotto forma di tubi fluorescenti. Ci si può procurare lampade che irradiano uno spettro solare completo, compreso raggi ultravioletti.

Va da se che un ambiente ben sistemato con delle voliere esterne è da preferire ad uno scan­tinato ma anche quest’ultimo ha i suoi vantaggi. Tutti gli spazi interni sono, solitamente, riparati dal gelo e con temperatura relativamente costante; in un ambiente esterno  questo è realizza­bile solo con un costoso riscaldamento. Sebbene i parrocchetti ondulati sopportino bene l’inverno e possano, senza fallire, allevare i loro piccoli con forti gelate, è preferibile mantenere negli allevamenti una temperatura di almeno 13 - 15 gradi.

Vi voglio dare alcuni pareri ed informazioni.

Il primo consiglio e questo: non costruite, sia all’interno che all’esterno, delle voliere troppo pic­cole, anche se la vostra intenzione è di allevare pochi uccelli; più tardi vi renderete conto della bontà di questo consiglio. La maggior parte degli allevatori cominciano molto presto a fare dei cambiamenti e questo comporta delle spese. Per avere all’incirca un’indicazione sulla gran­dezza del locale potete prendere come regola sei o sette soggetti per metro cubo. Se lo spazio ve lo permette fate due voliere, una per i maschi ed una per le femmine, o meglio ancora, si può aggiungere una terza voliera per i giovani anche se non è strettamente necessaria. Sul fondo del locale a disposizione potete montare le gabbie d’allevamento (fig. 1).

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Fig. 1

 

Se costruite all’esterno userete gli stessi principi, però avrete la possibilità di collegare le vo­liere interne con altrettante esterne.

L’ondulato non ama restare al sole per tutto il giorno, tenetene dunque conto nella costruzione; non usate dell’ondulato plastico come tetto del ricovero notturno, mentre questo materiale è ot­timo per coprire la parte esterna; non solo mantiene la voliera asciutta ed ombreggiata ma protegge anche da gatti e da rapaci. Non dimenticate di piazzare sotto l’ondulato plastico una rete, molti allevatori hanno perso l’intero allevamento in seguito ad un forte temporale che ha rimosso il tetto in plastica.

Per coprire il fondo della voliera usate della sabbia di fiume. Non ha molto senso mettere piante verdi in una voliera per ondulati, gli uccelli, con il loro robusto becco, avrebbero buon gioco nel mordere e distruggere tutto. Mettete piuttosto, come materiale d’ornamento, tronchi o rami nodosi. Quanto ai posatoi li farete in legno fresco, ad esempio con rami di salice, di dia­metro da 10 a 25 mm., essi vanno rinnovati di sovente.

La ventilazione del locale d’allevamento deve essere ottimale, fate in modo che le finestre che si aprono siano poste in modo da non creare correnti d’aria che colpiscano gli uccelli.

Io consiglio d’installare uno ionizzatore, questo apparecchio elettrico produce una corrente cos­tante di ioni negativi che ristabiliscono l’equilibrio naturale dell’atmosfera di un locale dove l’aria è sovente viziata, polverosa ed opprimente. Tra i vantaggi di usare uno ionizzatore ci­tiamo, tra gli altri benefici effetti, quello di far sparire le muffe ed i batteri e, il tutto, senza effetti tossici secondari.

Per l’illuminazione consiglio un impianto a tubi fluorescenti, sono più cari all’acquisto ma molto più economici nel tempo. I tubi fluorescenti esistono in diverse potenze e colori; per i locali dall’allevamento sono appropriati, a mio parere, i colori 33 e 84, entrami danno una luce bianca neutra ed hanno una notevole resa in luminosità.

 

Tavola dei tubi fluorescenti  33 e 84

 

 

lumens

lumens

Watt

colore 33

colore 84

8

410

450

15

960

1000

18

1150

1450

30

2300

2400

36

3000

3450

58

4800

5400

 

Vicino alla potenza in watt ho indicato la resa in lumens, abbiamo bisogno di questo valore per calcolare esattamente l’intensità luminosa occorrente nel nostro locale; per l’illuminazione del locale, si noti bene, l’importante non è la potenza della sorgente di luce ma il flusso luminoso per unità di superficie. L’intensità dell’illuminazione è espressa in lux; un lux è l’unita d’illuminazione d’una superficie che riceve un flusso luminoso di un lumen per metro quadro.

Per illuminare un locale d’allevamento dobbiamo contare su un minimo di 500 lumens per me­tro quadro, ossia di 500 lux. Per un locale di 10 mq. abbiamo dunque bisogno di 5000 lumens, con l’aiuto della tavola soprastante possiamo fare i calcoli necessari.

E preferibile regolare l’accensione e lo spegnimento delle lampade con un apposito congegno che faccia automaticamente l’alba e il tramonto. Lasciate accesa, durante la notte quando le lampade fluorescenti sono spente, una piccola lampadina, molto pratici sono quei lumini im­piegati nelle camere dei bambini.

 

Testo di H.W.J. van der Linden